Per ALTE (apparent life threatening event) si intende un cambiamento acuto e inaspettato nel respiro, aspetto e comportamento di un lattante, in grado di causare ansia e paura nei genitori del bambino stesso. L’ incidenza delle ALTE varia tra lo 0.05 e l’ 1%, mentre il rischio di ricorrenza è intorno al 15%. Il rischio è aumentato nelle prime 24 ore di vita e nelle prime 10 settimane e un episodio di ALTE è poco frequente dopo i 3 mesi di vita (ricercare altre cause).

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Malattia infiammatoria delle vie aeree che comporta l’insorgenza di broncospasmo, edema della mucosa e ristagno di escreato

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La cefalea è una condizione molto comune nei bambini, con una prevalenza del 40-50% intorno ai 5 anni che arriva a 70 -75% intorno ai 15 anni. La maggior parte degli episodi di cefalea sono benigni e autolimitanti e possono essere diagnosticati sulla base di un’accurata anamnesi e di un attento esame obiettivo. I casi di cefalea causata da una patologia organica sono pochi, ma è importante riconoscerli in quanto si tratta spesso di bambini che richiedono un intervento terapeutico immediato (tumori cerebrali, idrocefalo, meningite, encefalite, ascesso cerebrale, ematoma subdurale, avvelenamento da piombo cronico, pseudotumor cerebri, malformazioni arterovenose, aneurismi, vasculiti, emorragia subaracnoidea, ictus).

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La convulsione febbrile è un episodio critico che si scatena in corso di febbre.

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Spasmo accessionale dei muscoli laringei in bambini spesso con una anamnesi positiva per atopia, episodi ricorrenti di asma e allergia. Alla base della patologia vi è una involontaria contrazione muscolare delle corde vocali che dura da pochi minuti a qualche ora e che induce una forte riduzione della capacità respiratoria. Colpisce princincipalmente bambini di età compresa tra 1 e 5 anni ed è causato da agenti virali, allergie, infiammazioni, reflusso gastro-esofageo e cause maccaniche (corpi estranei). È più frequente nel periodo invernale con un particolare picco durante le ore notturne.

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La diarrea acuta è definita come l’emissione di feci di consistenza diminuita e/o l’aumento della frequenza delle evacuazioni, con o senza la copresenza di febbre e vomito. Tipicamente dura meno di 7 giorni e comunque non più di 14 (sopra i 14 giorni si parla di “diarrea persistente”).

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Il dolore addominale nel bambino è un sintomo comune ed impegnativo. In PS la frequenza del dolore addominale, riferito ad una patologia esclusivamente gastroenterologica, è dell’ordine del 5% come sintomo isolato e raggiunge il 20% se si considera come sintomo associato o secondario ad altra patologia.
La valutazione del dolore addominale acuto rappresenta un problema reale e frequente per il Pediatra, data la necessità di discriminare le molteplici patologie che questo sintomo può sottintendere. Il pediatra deve essere in grado di distinguere malattie gravi e potenzialmente letali da situazioni più benigne o banali.

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L’epiglottite è una infiammazione rapidamente progressiva dell’epiglottide e dei tessuti limitrofi (sopraglottici) in grado di condurre ad un’ostruzione respiratoria improvvisa. L’infezione, trasmessa per via respiratoria, può esordire come una rinofaringite, e colpisce solitamente bambini tra i 2 e i 7 anni. È spesso determinata da agenti batterici (Haemofilus influenzae, Streptococco β emolitico, S. aureus, Streptococco pneumoniae…) che provocano flogosi ed infiammazione con ostruzione delle vie respiratorie.

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Sono lesioni di continuo delle strutture molli del corpo, cute e mucose, provocate da un agente lesivo.
Si possono distinguere in:

  • superficiali se interessano cute e tessuto sottocutaneo;
  • profonde se interessano i piani anatomici sottostanti;
  • penetranti se raggiungono una cavità (toracica, addominale).
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L’ingestione di corpi estranei è un problema pediatrico frequente ed è una delle cause più frequenti di accesso al Pronto Soccorso. Il picco di incidenza si verifica tra i 6 mesi e i 3 anni. I corpi estranei più comunemente ingeriti in età pediatrica sono le monete, seguite da giocattoli o parti di essi, oggetti appuntiti, batterie e cibo.Fortunatamente, nell’80% dei casi il corpo estraneo oltrepassa il piloro e la valvola ileo-cecale e viene naturalmente eliminato, tuttavia, il 10 – 20% dei casi può richiedere la rimozione endoscopica, mentre meno dell’1% può richiedere un intervento chirurgico. Circa il 40% dei casi di ingestione di corpo estraneo può passare inosservato, in quanto il bambino può rimanere asintomatico, soprattutto se l’ingestione avviene in assenza di testimoni. Tuttavia, possono sorgere complicanze che causano sintomi aspecifici, ma che necessitano di un intervento urgente. Pertanto il sospetto deve sorgere per poter intervenire tempestivamente.

Come si presenta:
La sintomatologia varia in base alla tipologia dell’oggetto ingerito, alla sua posizione, alla durata della sua permanenza, all’età e alle dimensioni del paziente e in base all’eventuale presenza di complicanze. Se l’oggetto si ferma in esofago i bambini possono essere asintomatici o possono presentare: ematemesi, tosse, ipersalivazione, disfagia o odinofagia, febbre, rifiuto

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  • Linfoadenopatia o Linfoadenomegalia indica in maniera aspecifica alterazioni dei linfonodi per
    dimensioni, numero e consistenza.
  • Linfadenite indica l’infiammazione di una o più stazioni linfonodali per infezione del linfonodo
    stesso o per infiammazione secondaria ad infezione nell’area di drenaggio.
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Per abuso all’infanzia e maltrattamento devono intendersi “tutte le forme di cattivo trattamento fisico e/o affettivo, abuso sessuale, incuria o trattamento negligente nonché sfruttamento sessuale o di altro genere che comportano un danno reale o potenziale alla salute, alla sopravvivenza, allo sviluppo o alla
dignità del bambino, nell’ambito di una relazione di responsabilità, fiducia e potere”. Si possono distinguere 4 forme:

  • Abuso fisico (tutti gli atti che provocano un danno fisico reale/potenziale);
  • Abuso sessuale (tutte le forme di contatto oro-genitale, genitale o anale con/al bambino, abusi senza contatto diretto quali esibizionismo, voyeurismo o produzione di materiale pornografico);
  • Abuso psicologico (denigrazione, limitazione dei movimenti, scherno, minacce ed intimidazioni, discriminazione, allontanamento e altre forme non fisiche di trattamento ostile);
  • Patologia delle cure (include incuria, discura ed ipercura; si riferisce alle inappropriate modalità con cui ci si occupa dello sviluppo del bambino per salute, educazione, sviluppo affettivo, nutrizione, protezione e condizioni di vita sicure).
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L’Orticaria rappresenta una sindrome reattiva cutaneo-mucosa caratterizzata dalla comparsa eruttiva e improvvisa, localizzata o diffusa, di pomfi.

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La polmonite è una malattia dei polmoni e del sistema respiratorio caratterizzata dall’infiammazione degli alveoli polmonari, i quali si riempiono di liquido che ostacola la funzione respiratoria. Di solito è causata da un’infezione dovuta a virus, batteri e altri microrganismi. Meno frequentemente è conseguenza della somministrazione di alcuni farmaci o di altre condizioni quali malattie autoimmuni.

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Per SIDS (Sudden infant death syndrome ) si intende la morte improvvisa di un lattante al di sotto di 1 anno di vita che rimane inspiegata dopo una attenta revisione della storia clinica, dell’esame obiettivo, della scena della morte e dell’ esame autoptico. L’incidenza della SIDS varia tra i 0.09 e i 0.55 casi/1000 nati vivi. L’età media nei morti per SIDS è di circa 11 settimane con un picco tra 2 e 4 mesi di vita (70% dei casi).

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Vertigine è un’erronea sensazione di movimento, tipicamente di rotazione di noi stessi o del mondo che ci circonda. Generalmente è espressione di una lesione del sistema vestibolare periferico o centrale. Dizziness è un disturbo aspecifico della sensazione di orientamento spaziale che si manifesta con una sensazione di instabilità e disequilibrio. Può essere legato oltre che a disturbi vestibolari ad alterazioni visive, propriocettive e neurologiche.
Disequilibrio è una sensazione di instabilità nella stazione eretta o durante il cammino e può essere la manifestazione di disturbi del sistema di controllo posturale nelle sue componenti in entrata (vestibolari, visive, propriocettive), di elaborazione centrale (SNC) o di uscita (attività neuromuscolari).

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Condizione dovuta ad un un progressivo ispessimento/ipertrofia dello strato muscolare circolare del piloro che determina una ostruzione ed un rallentamento dello svuotamento gastrico. L’eziologia è sconosciuta, probabilmente multifattoriale: predisposizione genetica e fattori ambientali. Ha un’incidenza di 2 – 3:1000 nati vivi con un rapporto M:F = 4:1

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Rappresenta un’emergenza chirurgica. Consiste nella torsione del funicolo spermatico con conseguente compromissione della vascolarizzazione testicolare. Il danno ischemico che può compromettere la morfologia testicolare a lungo termine e la spermiogenesi avviene nell’arco di una finestra temporale di 4-8
ore. Il ritardo nella diagnosi o nel trattamento può portare alla perdita della gonade. Può essere extravaginale (più frequentemente prenatale nel processo di discesa del testicolo nel canale inguinale) oppure intravaginale (tipica dell’età postnatale). La torsione del testicolo è più frequente durante la pubertà, periodo in cui avviene una rapida crescita e un aumento della vascolarizzazione del testicolo, entrambi fattori che aumentano il rischio di tale patologia. Un’anomalia congenita dei mezzi di fissità del testicolo (deferente, epididimo, vasi e scroto) definita a “batacchio di campana” è spesso ritrovata nei soggetti affetti e vi è un aumentato rischio di torsione del funicolo controlaterale nei pazienti in cui si sia già verificata da un lato. Altra condizione predisponente alla torsione è l’incompleta discesa

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del testicolo.

Infezione batterica della trachea con infiammazione e formazione d’essudato purulento denso nelle vie respiratorie al di sotto della glottide. La trachea è interessata da densi detriti e pseudomembrane aderenti che ostruiscono il lume. Colpisce prevalentemente i bambini più piccoli ma anche fino ai 16 anni di
età e può costituire una complicanza suppurativa locale di una banale infezione respiratoria virale. È causata comunemente dallo Stafilococco Aureo e più raramente da Streptococco β-emolitico di gruppo A, Streptococco pneumoniae, Hemophilus Influenzae di tipo B e Moraxella catarrhalis.

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Una qualsiasi lesione di lieve entità al cranio o al cervello dovuta a un evento traumatico.

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Il bullismo è riconosciuto come un crescente problema di salute pubblica. Il maggior interesse che l’argomento ha suscitato negli ultimi anni è legato al fatto che si tratta di un fenomeno sempre più frequente con effetti ormai indubbi sulla salute del bambino, sia fisica che psicologica.

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La gestione del dolore in et. pediatrica costituisce un importante aspetto della pratica clinica che si propone di migliorare la qualit. della vita e le condizioni generali del bambino.

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Il politrauma è la più comune causa di morte nel bambino dopo il primo anno di vita.

Nel trauma addominale l’organo più frequentemente lesionato è la milza (30-40% dei casi), seguita dal fegato e meno frequentemente da rene, pancreas e tratto gastroenterico. La causa più comune di trauma splenico è rappresentata dagli incidenti stradali, ma anche da incidenti domestici, sportivi, colluttazioni con altri bambini, cadute dall’alto, ferite penetranti, maltrattamenti o abusi.

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L’anafilassi è una reazione sistemica acuta potenzialmente mortale, che s’instaura con vari meccanismi e può avere diverse presentazioni cliniche e severità; è causata dall’improvviso rilascio sistemico di mediatori da parte di mastcellule e basofili. Non c’è un comune accordo sulla precisa definizione di anafilassi. Tra le più comuni cause di anafilassi vengono ricordati cibi, veleni di insetti, farmaci e alcune sostanze quali il lattice.

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È una malattia infiammatoria acuta delle basse vie respiratorie che ne determina l’ostruzione. È in genere preceduta dalla flogosi delle alte vie aeree indotta da una infezione virale (VRS nel 75-90% dei casi). A causa della sua eziologia l’incidenza è maggiore in inverno nei climi temperati e durante la stagione delle piogge nei paesi più caldi.

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Iperglicemia (> 200 mg/dl), pH < 7,3 e/o bicarbonati < 15 mmol/l, chetonemia > 1 mmol/l chetonuria presente.

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Frequente patologia dei bambini ad esordio improvviso prevalentemente notturno. È caratterizzato da tosse abbaiante accompagnata da stridore respiratorio e da evidente dispnea. Sono colpiti più frequentemente i bambini tra i 6 mesi e i 3 anni di età con una maggiore incidenza nei maschi e durante il periodo autunno-inverno. Gli agenti implicati nella genesi della patologia sono principalmente virali in particolare Virus Parainfluenzali 1 e 3, Influenzali A e B, VRS, Rhinovirus, Coronavirus, Adenovirus. Questi provocano infiammazione ed edema delle alte vie aeree e della mucosa laringea con conseguente restringimento della regione subglottica e comparsa della tipica sintomatologia dispnoica. La malattia di solito si protrae per 3-4 giorni ed è preceduta da un’infezione delle alte vie respiratorie, come la rinite.

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La Dermatite Atopica (DA), o Eczema Atopico, è un’affezione infiammatoria cutanea pruriginosa a carattere cronico recidivante. La DA colpisce fino al 25% dei bambini con ripercussioni anche notevoli sulla qualità della vita. L’esordio avviene più frequentemente nel primo anno di vita in particolare tra i 3 e i 6 mesi di vita, nel 90% dei casi entro il quinto anno, raramente dopo l’adolescenza. La maggior parte dei bambini va incontro a remissione spontanea entro l’età adulta. Il principale fattore di rischio è rappresentato da storia familiare positiva per atopia (70%). L’Eziopatogenesi è multifattoriale. Sulla base di una predisposizione genetica e della presenza di un’alterata funzione della barriera cutanea, intervengono fattori immunitari (disregolazione, allergeni) e non immunitari (irritanti, condizioni a bientali, stress) generando infiammazione e danno cutaneo. Comorbidità: asma, rinite e rino-congiuntivite allergica, allergie alimentari, disturbi del sonno.

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Alterazione dei fluidi corporei causata da una deplezione idrica che esita in una perdita di acqua e di soluti. I problemi prioritari nella disidratazione consistono in una deplezione volemica e in una diselettrolitemia, con conseguenti turbe osmolari.

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Il dolore toracico rappresenta una delle principali cause di accesso in Pronto Soccorso pediatrico o di visita pediatrica ambulatoriale. Nella popolazione pediatrica senza nota patologia cardiaca, le più frequenti cause di dolore toracico sono benigne e includono problematiche muscolo-scheletriche, addominali, polmonari, idiopatiche e psicologiche (Tab. 1); ciò nonostante, la percezione della gravità di tale sintomatologia è fortemente sovrastimata dal paziente e dalle famiglie; infatti in circa il 50% dei casi viene attribuita una causa cardiaca, quindi grave, al dolore toracico mentre un’origine cardiaca si riscontra solo in una minima percentuale di casi (0-5%).

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La febbre è definita come aumento della temperatura corporea dovuto ad un “resetting” ipotalamico. Generalmente si manifesta in risposta alla esposizione ad agenti patogeni (microrganismi o strutture inanimate) estranei all’organismo e riconosciuti come patogeni, attraverso un meccanismo fisiop tologico
mediato da citochine, molecole di fase acuta, fattori endocrini ed immunologici (Aronoff et al. Am J Med 2001). Il resetting ipotalamico porta all’aumento della temperatura corporea mediante meccanismi termoregolatori che esitano in una aumentata produzione e ridotta dispersione del calore. Queste caratteristiche
differenziano la febbre da altre condizioni caratterizzate da un aumento della temperatura corporea quali l’ipertermia da colpo di calore o da incubatrice (dovute ad un eccesso della temperatura ambientale), l’ipertermia da difetto di termolisi che si riscontra, ad esempio, in soggetti affetti da displasia ectodermica o da quelle condizioni in cui vi è un eccesso di produzione di calore, come nel corso di sforzi fisici. L’Organizzazione Mondiale della Sanità individua come temperatura corporea normale quella compresa tra 36.5 e 37.5° C (WHO, 1996).

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Condizione caratterizzata da crescita batterica nel sistema urinario. Si distinguono:

  • pielonefrite acuta: infezione che interessa il parenchima renale, è la forma più grave di IVU nel bambino, i pazienti presentano sintomi sistemici e quadri clinici impegnativi;
  • cistite: infezione limitata alla vescica e all’uretra, più frequente nelle età > 2 anni, i pazienti presentano sintomi localizzati che includono disuria, pollachiuria, dolore ai quadranti addominali inferiori;
  • batteriuria asintomatica: presenza di batteri nelle urine contenute in vescica in assenza di sintomi o di segni clinici di infezione.

È causata da Escherichia coli (80%), Klebsiella, Enterobacter, Proteus, Pseudomonas (10-15%). Staphylococcus Aureus ed Epidermidis sono di solito contaminanti. Lo streptococco di gruppo B è quasi esclusivo dell’età neonatale. Staphylococcus saprophyticus è tipico delle ragazze adolescenti.

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L’invaginazione è la causa più comune di occlusione intestinale tra i 3 mesi e i 6 anni di età.
L’incidenza è compresa tra 1 e 4 casi per 1000 nati con rapporto maschi/femmine pari a 3:1 ed un picco in primavera ed autunno. Il picco di incidenza è compreso tra i 5 e i 10 mesi di vita. Si verifica quando una porzione del tratto digerente si invagina telescopicamente all’interno di un segmento adiacente. Ciò
comporta costrizione del mesentere, ostacolo al ritorno venoso, congestione, edema e sanguinamento della mucosa, fino a portare ad infarto intestinale, perforazione, peritonite e morte se non adeguatamente trattata.
Tipi di invaginazione:

  • Ileo-ileale;
  • Ileo-colica (++);
  • Colo-colica.

Circa il 95% dei casi sono idiopatici e si associano in genere ad iperplasia del tessuto linfatico, spesso conseguente ad infezioni virali (adenovirus, rotavirus, herpes virus). Nei soggetti di età > 2 anni, il rischio che tale affezione sia conseguente ad una causa organica arriva fino al 60%. È dunque importante, in
questi casi, ricercare l’eventuale presenza di anomalie organiche sottostanti, quali:

  • diverticolo di Meckel;
  • polipo intestinale;
  • cisti del piccolo intestino;
  • ipertrofia nodulare linfoide;
  • focus ectopico di tessuto pancreatico.

Inoltre vi è un’associazione significativa tra Invaginazione e patologie quali:

  • Porpora di Schoenlein-Henoch;
  • Disordini della coagulazione;
  • Emofilia;
  • Leucemie e linfomi;
  • Fibrosi cistica (meconio ispessito nell’ileo terminale);
  • Sindrome di Peutz-Jeghers (amartomi multipli).
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La malaria è una malattia febbrile acuta causata dai parassiti del genere plasmodium. Tali parassiti vengono trasmessi alle persone attraverso le punture di zanzare Anopheles infette, che pungono principalmente tra il tramonto e l’alba nelle regioni endemiche. Esistono quattro specie di parassiti che
causano la malaria negli esseri umani:

  • Plasmodium falciparum;
  • Plasmodium vivax;
  • Plasmodium malariae;
  • Plasmodium ovale.

Secondo recenti stime, nel 2010 si sono verificati circa 209 milioni di casi di malaria e circa 660.000 decessi. Inoltre, l’aumento dei viaggi a carattere internazionale ha portato a un aumento dei casi segnalati in regioni non endemiche. La diagnosi della malaria è microbiologica in quanto la presentazione clinica è molto sfumata. La malaria è curabile se prontamente diagnosticata e adeguatamente trattata.

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La meningite è un’infiammazione delle membrane (le meningi) che avvolgono il cervello e il midollo spinale. La malattia è generalmente di origine infettiva e può essere virale, batterica o causata da funghi. La forma virale, detta anche meningite asettica, è quella più comune: di solito non ha conseguenze gravi e
si risolve nell’arco di 7 – 10 giorni. La forma batterica (argomento di queste pagine) è più rara ma estremamente più seria, e può avere conseguenze fatali.

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L’otite media acuta (OMA) è una infiammazione con presenza di pus nell’orecchio medio con sintomi e segni di infezione locali e sistemici molto frequente in età pediatrica. L’incidenza è massima nel secondo semestre di vita. Nell’80% dei casi l’eziologia è batterica, in prevalenza Streptococcus Pneumoniae (20 – 40%), Haemophilus Influenzae (10 – 30%), Moraxella Catarrhalis (5 – 15%), Streptococcus Pyogenes (3 – 7%).

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Con il termine Reflusso Gastro-Esofageo (RGE) si definisce un processo involontario determinato dal passaggio di materiale gastrico in esofago che si manifesta generalmente dopo il pasto in neonati sani, lattanti, bambini e adulti. Il rigurgito post prandiale interessa il 40% dei lattanti, usualmente compare nelle prime 8 settimane di vita, il 5% di questi hanno 6 o più episodi al giorno. Parliamo di malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE) quando il reflusso determina sintomi tali da necessitare di una terapia medica o è associato a complicanze quali esofagite o broncoaspirazione. La prevalenza della MRGE aumenta in caso di familiarità per tale patologia, in bambini prematuri o con neurodisabilità, bambini obesi, e in casi di ernia diaframmatica o atresia esofagea operate. Il RGE può essere causa del 30% dei casi ALTE (apparent life threatening event).

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Sincope è la perdita di coscienza improvvisa, transitoria, di breve durata e a risoluzione completa e rapida con incapacità a mantenere il tono posturale e conseguente possibile caduta a terra. Lipotimia, termine obsoleto attualmente sostituito dal termine Pre-sincope, indica una sensazione di
malessere con restringimento dello stato di coscienza tale che il soggetto percepisce l’imminente perdita di coscienza. Si caratterizza per sintomi aspecifici quali:

  • Vertigini
  • Astenia
  • Offuscamento del visus
  • Nausea
  • Difficoltà a mantenere la stazione eretta

Spesso si sovrappongono alla fase prodromica della sincope.

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Infiammazione della membrana sinoviale che riveste l’interno delle articolazioni. In età pediatrica la sede più frequentemente interessata è l’anca.
La sinovite mono articolare transitoria dell’anca è la più comune causa di zoppia nel bambino. Si può verificare in tutti i gruppi di età con maggiore prevalenza tra i 3 e gli 8 anni (età media di esordio 6 anni). Rapporto maschio femmina 2:1. Spesso è monolaterale, talora bilaterale. L’eziopatogenesi è sconosciuta, alcune possibili cause sono una sindrome virale sistemica attiva o recente o un trauma. La diagnosi è clinica. Si tratta di una condizione autolimitante con iniziale miglioramento nel giro di tre giorni fino a risoluzione completa dopo circa due-tre settimane.

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La stipsi nel bambino è un problema di frequente riscontro, in grado di causare malessere e compromissione della qualità della vita sia nel piccolo paziente che nella famiglia. La prevalenza del fenomeno nella popolazione pediatrica oscilla tra il 5 ed il 30%, giungendo a rappresentare il motivo alla base del 3 – 5% di tutte le visite pediatriche e del 25% delle visite dallo specialista gastroenterologo e/o chirurgo pediatra. Comunemente il criterio ritenuto cardine per diagnosticare la
stipsi è rappresentato dalla riduzione della frequenza evacuativa; occorre, pertanto, tener a mente le variazioni della frequenza media delle evacuazioni giornaliere in funzione dell’età, definite dalla Società Nord Americana di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione Pediatrica (NASPGHAN), ai fini di non sovra/sotto-stimare tale sintomo (Tabella 1).

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Attività riflessa, protettiva nei confronti di corpi estranei od ipersecrezione mucosa, con elementi di controllo volontario; consiste in un’espirazione forzata a glottide chiusa, che produce un suono caratteristico. Si definisce tosse acuta un episodio di durata minore di 2 settimane; tosse acuta protratta, un episodio che perduri tra le 2 e le 4 settimane; tosse cronica qualsiasi episodio di durata maggiore di 4 settimane.

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La lesione del rachide cervicale è rara nei bambini. Si osserva soprattutto nel 1 – 2% di coloro che sostengono un significativo, grave trauma chiuso. La lesione può coinvolgere ossa, legamenti, vasi sanguigni, o il midollo spinale, e deve essere rapidamente riconosciuta e trattata per evitare invalidità permanente o morte. Ogni bambino in cui si sospetta una lesione del rachide cervicale deve essere immobilizzato correttamente in posizione neutra fino a che tale lesione sia esclusa.

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Le ustioni sono lesioni traumatiche con distruzione del rivestimento cutaneo e dei piani sottostanti provocate dall’azione del calore o di sostanze chimiche.

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Il vomito non è una malattia a sé stante ma un sintomo di uno stato di malessere o di malattia del quale devono essere individuate le cause. É definito come l’espulsione forzata del contenuto dello stomaco fino e al di fuori della bocca. Episodi separati da non piu di 2 minuti sono considerati come un singolo
episodio. Conati di vomito non produttivi, salivazione/scialorrea non sono considerati vomito.

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La mononucleosi infettiva è un’infezione acuta di natura virale causata dall’Epstein-Barr Virus (EBV), clinicamente caratterizzata da faringodinia, linfoadenopatia, febbre e astenia.

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Per caustico si intende una sostanza con pH >12 (alcale forte) o pH < 2 (acido forte). L’ingestione di sostanze caustiche in età pediatrica, si verifica quasi esclusivamente per cause accidentali ed in ambito domestico.

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La porpora di Schonlein-Henoch è la vasculite più frequente dell’età pediatrica, con un picco di incidenza intorno ai 5 anni di età.

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Per ALTE (apparent life threatening event) si intende un cambiamento acuto e inaspettato nel respiro, aspetto e comportamento di un lattante, in grado di causare ansia e paura nei genitori del bambino stesso. L’ incidenza delle ALTE varia tra lo 0.05 e l’ 1%, mentre il rischio di ricorrenza è intorno al 15%. Il rischio è aumentato nelle prime 24 ore di vita e nelle prime 10 settimane e un episodio di ALTE è poco frequente dopo i 3 mesi di vita (ricercare altre cause).

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L’anafilassi è una reazione sistemica acuta potenzialmente mortale, che s’instaura con vari meccanismi e può avere diverse presentazioni cliniche e severità; è causata dall’improvviso rilascio sistemico di mediatori da parte di mastcellule e basofili. Non c’è un comune accordo sulla precisa definizione di anafilassi. Tra le più comuni cause di anafilassi vengono ricordati cibi, veleni di insetti, farmaci e alcune sostanze quali il lattice.

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Malattia infiammatoria delle vie aeree che comporta l’insorgenza di broncospasmo, edema della mucosa e ristagno di escreato

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È una malattia infiammatoria acuta delle basse vie respiratorie che ne determina l’ostruzione. È in genere preceduta dalla flogosi delle alte vie aeree indotta da una infezione virale (VRS nel 75-90% dei casi). A causa della sua eziologia l’incidenza è maggiore in inverno nei climi temperati e durante la stagione delle piogge nei paesi più caldi.

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La cefalea è una condizione molto comune nei bambini, con una prevalenza del 40-50% intorno ai 5 anni che arriva a 70 -75% intorno ai 15 anni. La maggior parte degli episodi di cefalea sono benigni e autolimitanti e possono essere diagnosticati sulla base di un’accurata anamnesi e di un attento esame obiettivo. I casi di cefalea causata da una patologia organica sono pochi, ma è importante riconoscerli in quanto si tratta spesso di bambini che richiedono un intervento terapeutico immediato (tumori cerebrali, idrocefalo, meningite, encefalite, ascesso cerebrale, ematoma subdurale, avvelenamento da piombo cronico, pseudotumor cerebri, malformazioni arterovenose, aneurismi, vasculiti, emorragia subaracnoidea, ictus).

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Iperglicemia (> 200 mg/dl), pH < 7,3 e/o bicarbonati < 15 mmol/l, chetonemia > 1 mmol/l chetonuria presente.

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La convulsione febbrile è un episodio critico che si scatena in corso di febbre.

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Frequente patologia dei bambini ad esordio improvviso prevalentemente notturno. È caratterizzato da tosse abbaiante accompagnata da stridore respiratorio e da evidente dispnea. Sono colpiti più frequentemente i bambini tra i 6 mesi e i 3 anni di età con una maggiore incidenza nei maschi e durante il periodo autunno-inverno. Gli agenti implicati nella genesi della patologia sono principalmente virali in particolare Virus Parainfluenzali 1 e 3, Influenzali A e B, VRS, Rhinovirus, Coronavirus, Adenovirus. Questi provocano infiammazione ed edema delle alte vie aeree e della mucosa laringea con conseguente restringimento della regione subglottica e comparsa della tipica sintomatologia dispnoica. La malattia di solito si protrae per 3-4 giorni ed è preceduta da un’infezione delle alte vie respiratorie, come la rinite.

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Spasmo accessionale dei muscoli laringei in bambini spesso con una anamnesi positiva per atopia, episodi ricorrenti di asma e allergia. Alla base della patologia vi è una involontaria contrazione muscolare delle corde vocali che dura da pochi minuti a qualche ora e che induce una forte riduzione della capacità respiratoria. Colpisce princincipalmente bambini di età compresa tra 1 e 5 anni ed è causato da agenti virali, allergie, infiammazioni, reflusso gastro-esofageo e cause maccaniche (corpi estranei). È più frequente nel periodo invernale con un particolare picco durante le ore notturne.

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La Dermatite Atopica (DA), o Eczema Atopico, è un’affezione infiammatoria cutanea pruriginosa a carattere cronico recidivante. La DA colpisce fino al 25% dei bambini con ripercussioni anche notevoli sulla qualità della vita. L’esordio avviene più frequentemente nel primo anno di vita in particolare tra i 3 e i 6 mesi di vita, nel 90% dei casi entro il quinto anno, raramente dopo l’adolescenza. La maggior parte dei bambini va incontro a remissione spontanea entro l’età adulta. Il principale fattore di rischio è rappresentato da storia familiare positiva per atopia (70%). L’Eziopatogenesi è multifattoriale. Sulla base di una predisposizione genetica e della presenza di un’alterata funzione della barriera cutanea, intervengono fattori immunitari (disregolazione, allergeni) e non immunitari (irritanti, condizioni a bientali, stress) generando infiammazione e danno cutaneo. Comorbidità: asma, rinite e rino-congiuntivite allergica, allergie alimentari, disturbi del sonno.

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La diarrea acuta è definita come l’emissione di feci di consistenza diminuita e/o l’aumento della frequenza delle evacuazioni, con o senza la copresenza di febbre e vomito. Tipicamente dura meno di 7 giorni e comunque non più di 14 (sopra i 14 giorni si parla di “diarrea persistente”).

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Alterazione dei fluidi corporei causata da una deplezione idrica che esita in una perdita di acqua e di soluti. I problemi prioritari nella disidratazione consistono in una deplezione volemica e in una diselettrolitemia, con conseguenti turbe osmolari.

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Il dolore addominale nel bambino è un sintomo comune ed impegnativo. In PS la frequenza del dolore addominale, riferito ad una patologia esclusivamente gastroenterologica, è dell’ordine del 5% come sintomo isolato e raggiunge il 20% se si considera come sintomo associato o secondario ad altra patologia.
La valutazione del dolore addominale acuto rappresenta un problema reale e frequente per il Pediatra, data la necessità di discriminare le molteplici patologie che questo sintomo può sottintendere. Il pediatra deve essere in grado di distinguere malattie gravi e potenzialmente letali da situazioni più benigne o banali.

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Il dolore toracico rappresenta una delle principali cause di accesso in Pronto Soccorso pediatrico o di visita pediatrica ambulatoriale. Nella popolazione pediatrica senza nota patologia cardiaca, le più frequenti cause di dolore toracico sono benigne e includono problematiche muscolo-scheletriche, addominali, polmonari, idiopatiche e psicologiche (Tab. 1); ciò nonostante, la percezione della gravità di tale sintomatologia è fortemente sovrastimata dal paziente e dalle famiglie; infatti in circa il 50% dei casi viene attribuita una causa cardiaca, quindi grave, al dolore toracico mentre un’origine cardiaca si riscontra solo in una minima percentuale di casi (0-5%).

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L’epiglottite è una infiammazione rapidamente progressiva dell’epiglottide e dei tessuti limitrofi (sopraglottici) in grado di condurre ad un’ostruzione respiratoria improvvisa. L’infezione, trasmessa per via respiratoria, può esordire come una rinofaringite, e colpisce solitamente bambini tra i 2 e i 7 anni. È spesso determinata da agenti batterici (Haemofilus influenzae, Streptococco β emolitico, S. aureus, Streptococco pneumoniae…) che provocano flogosi ed infiammazione con ostruzione delle vie respiratorie.

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La febbre è definita come aumento della temperatura corporea dovuto ad un “resetting” ipotalamico. Generalmente si manifesta in risposta alla esposizione ad agenti patogeni (microrganismi o strutture inanimate) estranei all’organismo e riconosciuti come patogeni, attraverso un meccanismo fisiop tologico
mediato da citochine, molecole di fase acuta, fattori endocrini ed immunologici (Aronoff et al. Am J Med 2001). Il resetting ipotalamico porta all’aumento della temperatura corporea mediante meccanismi termoregolatori che esitano in una aumentata produzione e ridotta dispersione del calore. Queste caratteristiche
differenziano la febbre da altre condizioni caratterizzate da un aumento della temperatura corporea quali l’ipertermia da colpo di calore o da incubatrice (dovute ad un eccesso della temperatura ambientale), l’ipertermia da difetto di termolisi che si riscontra, ad esempio, in soggetti affetti da displasia ectodermica o da quelle condizioni in cui vi è un eccesso di produzione di calore, come nel corso di sforzi fisici. L’Organizzazione Mondiale della Sanità individua come temperatura corporea normale quella compresa tra 36.5 e 37.5° C (WHO, 1996).

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Sono lesioni di continuo delle strutture molli del corpo, cute e mucose, provocate da un agente lesivo.
Si possono distinguere in:

  • superficiali se interessano cute e tessuto sottocutaneo;
  • profonde se interessano i piani anatomici sottostanti;
  • penetranti se raggiungono una cavità (toracica, addominale).
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Condizione caratterizzata da crescita batterica nel sistema urinario. Si distinguono:

  • pielonefrite acuta: infezione che interessa il parenchima renale, è la forma più grave di IVU nel bambino, i pazienti presentano sintomi sistemici e quadri clinici impegnativi;
  • cistite: infezione limitata alla vescica e all’uretra, più frequente nelle età > 2 anni, i pazienti presentano sintomi localizzati che includono disuria, pollachiuria, dolore ai quadranti addominali inferiori;
  • batteriuria asintomatica: presenza di batteri nelle urine contenute in vescica in assenza di sintomi o di segni clinici di infezione.

È causata da Escherichia coli (80%), Klebsiella, Enterobacter, Proteus, Pseudomonas (10-15%). Staphylococcus Aureus ed Epidermidis sono di solito contaminanti. Lo streptococco di gruppo B è quasi esclusivo dell’età neonatale. Staphylococcus saprophyticus è tipico delle ragazze adolescenti.

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L’ingestione di corpi estranei è un problema pediatrico frequente ed è una delle cause più frequenti di accesso al Pronto Soccorso. Il picco di incidenza si verifica tra i 6 mesi e i 3 anni. I corpi estranei più comunemente ingeriti in età pediatrica sono le monete, seguite da giocattoli o parti di essi, oggetti appuntiti, batterie e cibo.Fortunatamente, nell’80% dei casi il corpo estraneo oltrepassa il piloro e la valvola ileo-cecale e viene naturalmente eliminato, tuttavia, il 10 – 20% dei casi può richiedere la rimozione endoscopica, mentre meno dell’1% può richiedere un intervento chirurgico. Circa il 40% dei casi di ingestione di corpo estraneo può passare inosservato, in quanto il bambino può rimanere asintomatico, soprattutto se l’ingestione avviene in assenza di testimoni. Tuttavia, possono sorgere complicanze che causano sintomi aspecifici, ma che necessitano di un intervento urgente. Pertanto il sospetto deve sorgere per poter intervenire tempestivamente.

Come si presenta:
La sintomatologia varia in base alla tipologia dell’oggetto ingerito, alla sua posizione, alla durata della sua permanenza, all’età e alle dimensioni del paziente e in base all’eventuale presenza di complicanze. Se l’oggetto si ferma in esofago i bambini possono essere asintomatici o possono presentare: ematemesi, tosse, ipersalivazione, disfagia o odinofagia, febbre, rifiuto

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L’invaginazione è la causa più comune di occlusione intestinale tra i 3 mesi e i 6 anni di età.
L’incidenza è compresa tra 1 e 4 casi per 1000 nati con rapporto maschi/femmine pari a 3:1 ed un picco in primavera ed autunno. Il picco di incidenza è compreso tra i 5 e i 10 mesi di vita. Si verifica quando una porzione del tratto digerente si invagina telescopicamente all’interno di un segmento adiacente. Ciò
comporta costrizione del mesentere, ostacolo al ritorno venoso, congestione, edema e sanguinamento della mucosa, fino a portare ad infarto intestinale, perforazione, peritonite e morte se non adeguatamente trattata.
Tipi di invaginazione:

  • Ileo-ileale;
  • Ileo-colica (++);
  • Colo-colica.

Circa il 95% dei casi sono idiopatici e si associano in genere ad iperplasia del tessuto linfatico, spesso conseguente ad infezioni virali (adenovirus, rotavirus, herpes virus). Nei soggetti di età > 2 anni, il rischio che tale affezione sia conseguente ad una causa organica arriva fino al 60%. È dunque importante, in
questi casi, ricercare l’eventuale presenza di anomalie organiche sottostanti, quali:

  • diverticolo di Meckel;
  • polipo intestinale;
  • cisti del piccolo intestino;
  • ipertrofia nodulare linfoide;
  • focus ectopico di tessuto pancreatico.

Inoltre vi è un’associazione significativa tra Invaginazione e patologie quali:

  • Porpora di Schoenlein-Henoch;
  • Disordini della coagulazione;
  • Emofilia;
  • Leucemie e linfomi;
  • Fibrosi cistica (meconio ispessito nell’ileo terminale);
  • Sindrome di Peutz-Jeghers (amartomi multipli).
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  • Linfoadenopatia o Linfoadenomegalia indica in maniera aspecifica alterazioni dei linfonodi per
    dimensioni, numero e consistenza.
  • Linfadenite indica l’infiammazione di una o più stazioni linfonodali per infezione del linfonodo
    stesso o per infiammazione secondaria ad infezione nell’area di drenaggio.
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La malaria è una malattia febbrile acuta causata dai parassiti del genere plasmodium. Tali parassiti vengono trasmessi alle persone attraverso le punture di zanzare Anopheles infette, che pungono principalmente tra il tramonto e l’alba nelle regioni endemiche. Esistono quattro specie di parassiti che
causano la malaria negli esseri umani:

  • Plasmodium falciparum;
  • Plasmodium vivax;
  • Plasmodium malariae;
  • Plasmodium ovale.

Secondo recenti stime, nel 2010 si sono verificati circa 209 milioni di casi di malaria e circa 660.000 decessi. Inoltre, l’aumento dei viaggi a carattere internazionale ha portato a un aumento dei casi segnalati in regioni non endemiche. La diagnosi della malaria è microbiologica in quanto la presentazione clinica è molto sfumata. La malaria è curabile se prontamente diagnosticata e adeguatamente trattata.

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Per abuso all’infanzia e maltrattamento devono intendersi “tutte le forme di cattivo trattamento fisico e/o affettivo, abuso sessuale, incuria o trattamento negligente nonché sfruttamento sessuale o di altro genere che comportano un danno reale o potenziale alla salute, alla sopravvivenza, allo sviluppo o alla
dignità del bambino, nell’ambito di una relazione di responsabilità, fiducia e potere”. Si possono distinguere 4 forme:

  • Abuso fisico (tutti gli atti che provocano un danno fisico reale/potenziale);
  • Abuso sessuale (tutte le forme di contatto oro-genitale, genitale o anale con/al bambino, abusi senza contatto diretto quali esibizionismo, voyeurismo o produzione di materiale pornografico);
  • Abuso psicologico (denigrazione, limitazione dei movimenti, scherno, minacce ed intimidazioni, discriminazione, allontanamento e altre forme non fisiche di trattamento ostile);
  • Patologia delle cure (include incuria, discura ed ipercura; si riferisce alle inappropriate modalità con cui ci si occupa dello sviluppo del bambino per salute, educazione, sviluppo affettivo, nutrizione, protezione e condizioni di vita sicure).
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La meningite è un’infiammazione delle membrane (le meningi) che avvolgono il cervello e il midollo spinale. La malattia è generalmente di origine infettiva e può essere virale, batterica o causata da funghi. La forma virale, detta anche meningite asettica, è quella più comune: di solito non ha conseguenze gravi e
si risolve nell’arco di 7 – 10 giorni. La forma batterica (argomento di queste pagine) è più rara ma estremamente più seria, e può avere conseguenze fatali.

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L’Orticaria rappresenta una sindrome reattiva cutaneo-mucosa caratterizzata dalla comparsa eruttiva e improvvisa, localizzata o diffusa, di pomfi.

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L’otite media acuta (OMA) è una infiammazione con presenza di pus nell’orecchio medio con sintomi e segni di infezione locali e sistemici molto frequente in età pediatrica. L’incidenza è massima nel secondo semestre di vita. Nell’80% dei casi l’eziologia è batterica, in prevalenza Streptococcus Pneumoniae (20 – 40%), Haemophilus Influenzae (10 – 30%), Moraxella Catarrhalis (5 – 15%), Streptococcus Pyogenes (3 – 7%).

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La polmonite è una malattia dei polmoni e del sistema respiratorio caratterizzata dall’infiammazione degli alveoli polmonari, i quali si riempiono di liquido che ostacola la funzione respiratoria. Di solito è causata da un’infezione dovuta a virus, batteri e altri microrganismi. Meno frequentemente è conseguenza della somministrazione di alcuni farmaci o di altre condizioni quali malattie autoimmuni.

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Con il termine Reflusso Gastro-Esofageo (RGE) si definisce un processo involontario determinato dal passaggio di materiale gastrico in esofago che si manifesta generalmente dopo il pasto in neonati sani, lattanti, bambini e adulti. Il rigurgito post prandiale interessa il 40% dei lattanti, usualmente compare nelle prime 8 settimane di vita, il 5% di questi hanno 6 o più episodi al giorno. Parliamo di malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE) quando il reflusso determina sintomi tali da necessitare di una terapia medica o è associato a complicanze quali esofagite o broncoaspirazione. La prevalenza della MRGE aumenta in caso di familiarità per tale patologia, in bambini prematuri o con neurodisabilità, bambini obesi, e in casi di ernia diaframmatica o atresia esofagea operate. Il RGE può essere causa del 30% dei casi ALTE (apparent life threatening event).

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Per SIDS (Sudden infant death syndrome ) si intende la morte improvvisa di un lattante al di sotto di 1 anno di vita che rimane inspiegata dopo una attenta revisione della storia clinica, dell’esame obiettivo, della scena della morte e dell’ esame autoptico. L’incidenza della SIDS varia tra i 0.09 e i 0.55 casi/1000 nati vivi. L’età media nei morti per SIDS è di circa 11 settimane con un picco tra 2 e 4 mesi di vita (70% dei casi).

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Sincope è la perdita di coscienza improvvisa, transitoria, di breve durata e a risoluzione completa e rapida con incapacità a mantenere il tono posturale e conseguente possibile caduta a terra. Lipotimia, termine obsoleto attualmente sostituito dal termine Pre-sincope, indica una sensazione di
malessere con restringimento dello stato di coscienza tale che il soggetto percepisce l’imminente perdita di coscienza. Si caratterizza per sintomi aspecifici quali:

  • Vertigini
  • Astenia
  • Offuscamento del visus
  • Nausea
  • Difficoltà a mantenere la stazione eretta

Spesso si sovrappongono alla fase prodromica della sincope.

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Vertigine è un’erronea sensazione di movimento, tipicamente di rotazione di noi stessi o del mondo che ci circonda. Generalmente è espressione di una lesione del sistema vestibolare periferico o centrale. Dizziness è un disturbo aspecifico della sensazione di orientamento spaziale che si manifesta con una sensazione di instabilità e disequilibrio. Può essere legato oltre che a disturbi vestibolari ad alterazioni visive, propriocettive e neurologiche.
Disequilibrio è una sensazione di instabilità nella stazione eretta o durante il cammino e può essere la manifestazione di disturbi del sistema di controllo posturale nelle sue componenti in entrata (vestibolari, visive, propriocettive), di elaborazione centrale (SNC) o di uscita (attività neuromuscolari).

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Infiammazione della membrana sinoviale che riveste l’interno delle articolazioni. In età pediatrica la sede più frequentemente interessata è l’anca.
La sinovite mono articolare transitoria dell’anca è la più comune causa di zoppia nel bambino. Si può verificare in tutti i gruppi di età con maggiore prevalenza tra i 3 e gli 8 anni (età media di esordio 6 anni). Rapporto maschio femmina 2:1. Spesso è monolaterale, talora bilaterale. L’eziopatogenesi è sconosciuta, alcune possibili cause sono una sindrome virale sistemica attiva o recente o un trauma. La diagnosi è clinica. Si tratta di una condizione autolimitante con iniziale miglioramento nel giro di tre giorni fino a risoluzione completa dopo circa due-tre settimane.

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Condizione dovuta ad un un progressivo ispessimento/ipertrofia dello strato muscolare circolare del piloro che determina una ostruzione ed un rallentamento dello svuotamento gastrico. L’eziologia è sconosciuta, probabilmente multifattoriale: predisposizione genetica e fattori ambientali. Ha un’incidenza di 2 – 3:1000 nati vivi con un rapporto M:F = 4:1

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La stipsi nel bambino è un problema di frequente riscontro, in grado di causare malessere e compromissione della qualità della vita sia nel piccolo paziente che nella famiglia. La prevalenza del fenomeno nella popolazione pediatrica oscilla tra il 5 ed il 30%, giungendo a rappresentare il motivo alla base del 3 – 5% di tutte le visite pediatriche e del 25% delle visite dallo specialista gastroenterologo e/o chirurgo pediatra. Comunemente il criterio ritenuto cardine per diagnosticare la
stipsi è rappresentato dalla riduzione della frequenza evacuativa; occorre, pertanto, tener a mente le variazioni della frequenza media delle evacuazioni giornaliere in funzione dell’età, definite dalla Società Nord Americana di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione Pediatrica (NASPGHAN), ai fini di non sovra/sotto-stimare tale sintomo (Tabella 1).

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Rappresenta un’emergenza chirurgica. Consiste nella torsione del funicolo spermatico con conseguente compromissione della vascolarizzazione testicolare. Il danno ischemico che può compromettere la morfologia testicolare a lungo termine e la spermiogenesi avviene nell’arco di una finestra temporale di 4-8
ore. Il ritardo nella diagnosi o nel trattamento può portare alla perdita della gonade. Può essere extravaginale (più frequentemente prenatale nel processo di discesa del testicolo nel canale inguinale) oppure intravaginale (tipica dell’età postnatale). La torsione del testicolo è più frequente durante la pubertà, periodo in cui avviene una rapida crescita e un aumento della vascolarizzazione del testicolo, entrambi fattori che aumentano il rischio di tale patologia. Un’anomalia congenita dei mezzi di fissità del testicolo (deferente, epididimo, vasi e scroto) definita a “batacchio di campana” è spesso ritrovata nei soggetti affetti e vi è un aumentato rischio di torsione del funicolo controlaterale nei pazienti in cui si sia già verificata da un lato. Altra condizione predisponente alla torsione è l’incompleta discesa

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del testicolo.

Attività riflessa, protettiva nei confronti di corpi estranei od ipersecrezione mucosa, con elementi di controllo volontario; consiste in un’espirazione forzata a glottide chiusa, che produce un suono caratteristico. Si definisce tosse acuta un episodio di durata minore di 2 settimane; tosse acuta protratta, un episodio che perduri tra le 2 e le 4 settimane; tosse cronica qualsiasi episodio di durata maggiore di 4 settimane.

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Infezione batterica della trachea con infiammazione e formazione d’essudato purulento denso nelle vie respiratorie al di sotto della glottide. La trachea è interessata da densi detriti e pseudomembrane aderenti che ostruiscono il lume. Colpisce prevalentemente i bambini più piccoli ma anche fino ai 16 anni di
età e può costituire una complicanza suppurativa locale di una banale infezione respiratoria virale. È causata comunemente dallo Stafilococco Aureo e più raramente da Streptococco β-emolitico di gruppo A, Streptococco pneumoniae, Hemophilus Influenzae di tipo B e Moraxella catarrhalis.

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La lesione del rachide cervicale è rara nei bambini. Si osserva soprattutto nel 1 – 2% di coloro che sostengono un significativo, grave trauma chiuso. La lesione può coinvolgere ossa, legamenti, vasi sanguigni, o il midollo spinale, e deve essere rapidamente riconosciuta e trattata per evitare invalidità permanente o morte. Ogni bambino in cui si sospetta una lesione del rachide cervicale deve essere immobilizzato correttamente in posizione neutra fino a che tale lesione sia esclusa.

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Una qualsiasi lesione di lieve entità al cranio o al cervello dovuta a un evento traumatico.

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Le ustioni sono lesioni traumatiche con distruzione del rivestimento cutaneo e dei piani sottostanti provocate dall’azione del calore o di sostanze chimiche.

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Il vomito non è una malattia a sé stante ma un sintomo di uno stato di malessere o di malattia del quale devono essere individuate le cause. É definito come l’espulsione forzata del contenuto dello stomaco fino e al di fuori della bocca. Episodi separati da non piu di 2 minuti sono considerati come un singolo
episodio. Conati di vomito non produttivi, salivazione/scialorrea non sono considerati vomito.

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La mononucleosi infettiva è un’infezione acuta di natura virale causata dall’Epstein-Barr Virus (EBV), clinicamente caratterizzata da faringodinia, linfoadenopatia, febbre e astenia.

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Il bullismo è riconosciuto come un crescente problema di salute pubblica. Il maggior interesse che l’argomento ha suscitato negli ultimi anni è legato al fatto che si tratta di un fenomeno sempre più frequente con effetti ormai indubbi sulla salute del bambino, sia fisica che psicologica.

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Per caustico si intende una sostanza con pH >12 (alcale forte) o pH < 2 (acido forte). L’ingestione di sostanze caustiche in età pediatrica, si verifica quasi esclusivamente per cause accidentali ed in ambito domestico.

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La gestione del dolore in et. pediatrica costituisce un importante aspetto della pratica clinica che si propone di migliorare la qualit. della vita e le condizioni generali del bambino.

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La porpora di Schonlein-Henoch è la vasculite più frequente dell’età pediatrica, con un picco di incidenza intorno ai 5 anni di età.

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Il politrauma è la più comune causa di morte nel bambino dopo il primo anno di vita. Nel trauma addominale l’organo più frequentemente lesionato è la milza (30-40% dei casi), seguita dal fegato e meno frequentemente da rene, pancreas e tratto gastroenterico. La causa più comune di trauma splenico è rappresentata dagli incidenti stradali, ma anche da incidenti domestici, sportivi, colluttazioni con altri bambini, cadute dall’alto, ferite penetranti, maltrattamenti o abusi.

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